E tu la senti la sconfitta? Io sì. Sa’ di Hugo Boss da uomo e baci troppo veloci.
Sa’ di mani esperte che mi accarezzano, sa’ di vecchi film visti e rivisti e di caffè zuccherato bevuto al bancone del solito bar.
E sento, e dio come vorrei non sentirla, la tristezza del non poterti raccontare di quando a sette anni, ho scoperto mia madre che frugava nell’armadio e tirava fuori la stessa bambola che io avevo chiesto a Babbo Natale. Di raccontarti quando, mentre aspettavo te, mi sono ingannata con amori mediocri e finti come quelli delle copertine di VanitY Fair.
E’ brutto rendersi conto che mentre tutti si accingono a fare le ultime compere, tu ti trovi chiusa in camera, con i capelli spettinati e Paul McCartney che ti ripete che l’amore è tutto ciò di cui hai bisogno, con l’odore di lacrime e sangue sulla pelle, ad ammettere a te stessa che forse in fondo, e purtroppo non troppo in fondo, non l’hai dimenticato.
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